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GAETANO AMADEO

Gaetano Amadeo nasce a Porto Maurizio nel 1824 e muore a Nizza l’8 aprile 1893.

E’ un Compositore e Organista italiano.

Biograficamente, figura in dizionari come quelli di Schmidl e Treccani (in Italia) e nei necrologi di elogio in alcune riviste francesi, italiane e tedesche venendo, purtroppo, dimenticato.
La maggior parte della sua carriera si svolge a Marsiglia, dove vive per 27 anni e dove fonda una Scuola per la Composizione di Canzoni (cosa eccezionale per l’epoca).

A Lucca, studia composizione con Giovanni Pacini e, dopo il 1841, studia a Bologna con Rossini, suo buon estimatore.
Dopodiché, nel 1843, viene cooptato nella famosa “Accademia Filarmonica” di Bologna.

Il consiglio di Rossini è che Amadeo si stabilisca a Marsiglia.
1 giugno 1848: diventa Organista della Chiesa di “San Giuseppe”, subito dopo l’inaugurazione dell’Organo di Joseph Callinet, mantenendo l’incarico fino al luglio 1861 (per cui non conosce l’Organo di Aristide Cavaillé-Coll (1868).

1852: diventa Maestro del Coro della Cattedrale.
Porta a conoscenza del costruttore di organi pavese L. Lingiardi i metodi di costruzione degli organi francesi.

1875: lascia Marsiglia per un motivo, forse, sentimentale e si stabilisce a Cannes.

1883: torna a Genova e a Porto Maurizio e, nel 1884, scrive a P.C. Remondini, il celebre riformatore di Musica Sacra di cui condivide le idee.

Torna in Francia e, nel 1887 , si trova a Cannes come Organista di una chiesa di periferia.

Nizza: qui, trascorre i suoi ultimi anni e, non avendo parenti stretti, lascia in eredità la sua biblioteca e gli spartiti delle sue opere ad una persona sconosciuta, che scrive un catalogo e cerca di venderli.
La maggior parte dei documenti, poi, verrà lasciata al Conservatorio di Nizza.

Battuto al computer da Lauretta

SIMONE ALAIMO

Simone Alaimo nasce a Villabate il 3 febbraio 1950.

E’ un Basso-Baritono italiano.

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Simone Alaimo compie gli studi letterari e musicali.

1974-1976: in questo periodo, frequenta il Biennio presso il “Centro di Perfezionamento Artisti Lirici” del Teatro “Massimo” di Palermo, dopodiché vince il Concorso presso l’ “Accademia di Canto” del Teatro “Alla Scala” di Milano.

1977–1980: Alaimo frequenta il Triennio del “Corso di Perfezionamento per Giovani Artisti Lirici” comdotto da Ettore Campogalliani e Gina Cigna.

1977: debutta a Pavia in “Don Pasquale” di Donizetti.

1977: vince l’AS.LI.CO. di Milano e, da protagonista, canta “L’oca del Cairo” e “Bastiano e Bastiana” di Mozart, “La serva padrona” di Pergolesi, “Rigoletto” di Verdi, “Don Pasquale” di Donizetti e “Le nozze di Figaro” di Mozart.

Idem, nello stesso periodo, consegue il “Primo Premio” assoluto in parecchi Concorsi Internazionali:
. 1977: “Voci Verdiane” di Busseto.
. 1978: “Achille Peri” di Reggio Emilia.
. 1978: “Beniamino Gigli” di Macerata.
. 1979: “Bel Canto” di Ostenda.
. 1979: “Toti Dal Monte” di Treviso.
. 1980: “Maria Callas” (R.A.I, trasmesso in Eurovisione).
Con gli altri vincitori del Concorso (fra cui Cecilia Gasdia, Anna Maria Fichera, Nazzareno Antinori, Carlo Desideri) canta in “Luisa Miller” di Verdi al Teatro “Fraschini” di Pavia diretto da Gianandrea Gavazzeni.
Il tutto viene ripreso dalla R.A.I.

1981: negli studi di Canto, viene seguito da Rodolfo Celletti.
Da qui, inizia la sua carriera internazionale presso i più grandi Teatri del Mondo.

Nel suo repertorio di trent’anni di carriera, figurano circa 90 opere: sono ambientate nell’epoca Barocca arrivando all’Ottocento italiano, dal Verismo al Periodo Contemporaneo.

Canta nei vari Teatri Internazionali: il “Metropolitan” di New York, il “Covent Garden” di Londra, l’ “Opéra Bastille” di Parigi, i “Teatri dell’ Opera” di San Francisco, Chicago, Dallas, Vienna, Berlino, Monaco di Baviera.

2000: vince il Premio “Gigli” D’Oro alla carriera.

 

 

Discografia:

Repertorio operistico:

Issachar L’ebreo Apolloni
Orosmane Zaira Bellini
Conte Rodolfo La sonnambula Bellini
Radamanto Euridice Caccini
Conte Robinson Il matrimonio segreto Cimarosa
Dottor Romualdo Le astuzie femminili Cimarosa
Il Gran Sacerdote Gli Orazi e i Curiazi Cimarosa
Alahor Alahor in Granata Donizetti
Mamma Agata Le convenienze ed inconvenienze teatrali Donizetti
Murena L’esule di Roma Donizetti
Il dottore Dulcamara L’elisir d’amore Donizetti
Torquato Tasso Torquato Tasso Donizetti
Lord Cecil Maria Stuarda Donizetti
Severo Poliuto Donizetti
Don Pasquale Don Pasquale Donizetti
Argante Rinaldo Händel
Figaro Le nozze di Figaro Mozart
Leporello Don Giovanni Mozart
Uberto La serva padrona Pergolesi
Fabrizio Crispino e la comare Ricci, Federico e
Ricci, Luigi
Conte Asdrubale La pietra del paragone Rossini
Mustafà L’italiana in Algeri Rossini
Selim, il Turco Il turco in Italia Rossini
Don Basilio
Fiorello Il barbiere di Siviglia Rossini
Don Magnifico La Cenerentola Rossini
Faraone Mosè in Egitto Rossini
Fenicio Ermione Rossini
Maometto secondo Maometto secondo Rossini
Polidoro Zelmira Rossini
Assur Semiramide Rossini
Tollo La testa di bronzo Soliva
Il barone di Kelbar Un giorno di regno Verdi
Attila Attila Verdi
Moser I masnadieri Verdi
Il conte di Walter Luisa Miller Verdi
Simon Boccanegra Simon Boccanegra Verdi

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SIMONE ALAIMO:
https://www.pinterest.com/pin/simone-alaimo–591097519826927325/

foto di Simone laimo da www.pinterest.com

NICOLA ALAIMO

Nicola Alaimo nasce a Palermo il 5 ottobre 1978.

E’ un cantante lirico Basso-Baritono italiano.

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1997: a Trapani, all’età di soli 19 anni, Nicola Alaimo è vincitore del Concorso “Giuseppe di Stefano”, cantando come Dandini ne “La Cenerentola” di Gioachino Rossini.

In seguito, si perfeziona seguendo le lezioni di suo zio Simone Alaimo e di Vittoria Mazzoni. Dopodiché, entra all’ “Accademia Rossiniana” di Pesaro, dove canta Raimbaud ne “Il Conte Ory” di Gioachino Rossini, diretto da Alberto Zedda.

2003: carrieristicamente, al “Ravenna Festival”, si riscontrerà un’altra sua capacità interpretando il ruolo del Conte di Luna ne “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi,

Nicola Alaimo è conosciuto anche per la sua interpretazione del Faraone in “Mosè e Faraone” di Rossini sotto la direzione di Riccardo Muti a “La Scala” di Milano.

2006: al “Ravenna Festival”, interpreta il ruolo principale di “Don Pasquale” sotto la direzione di Riccardo Muti, il Direttore d’Orchestra che lo porta in Tournée in Europa e Russia.

Al “Festival di Salisburgo”, canta come Fra Melitone ne “La forza del destino”.
Al “Maggio Musicale Fiorentino”, canta sotto la Direzione di Zubin Mehta.
Al “Festival di Salisburgo”, è Dandini ne “La Cenerentola” di Rossini.

Il “Rossini Opera Festival” di Pesaro lo invita regolarmente.

2019: alle “Chorégies d’Orange”, è il protagonista in “Guglielmo Tell” di Rossini sotto la direzione di Gianluca Capuano.

 

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Carriera:

Nicola Alaimo si esibisce sui più grandi palcoscenici internazionali tra cui:

al Metropolitan Opera ne L’Italiana in Algeri di Rossini e La forza del destino di Verdi
all’Opera di Chicago nel Don Chisciotte di Jules Massenet (Sancho Panza)
alla Royal Opera House di Londra ne La traviata di Verdi (Giorgio Germont)
alla Scala di Milano nel Don Pasquale di Gaetano Donizetti , Falstaff di Verdi, Il Conte Ory di Rossini e La Cenerentola di Rossini (Dandini)
La Fenice di Venezia ne Il Barbiere di Siviglia di Rossini (Bartolo)
al Teatro dell’Opera di Roma in Attila (Ezio) con la direzione di Riccardo Muti , in Mosè e il faraone di Rossini (Faraone) e in Le nozze inaspettate di Giovanni Paisiello (il Marchese di Tulipano)
Teatro San Carlo di Napoli tifosi L’elisir d’amore di Donizetti (Dulcamara)
Teatro Massimo di Palermo in Un ballo in maschera di Verdi (Renato)
al Teatro Regio di Torino ne I puritani di Vincenzo Bellini (Riccardo)
all’Opera di Parigi ne La forza del destino di Giuseppe Verdi (Fra Melitone) nel 2011 , La Cenerentola di Gioachino Rossini (Dandini) nel 2012 e Simon Boccanegra di Verdi nel 2018
all’Opera di Lione nel Guillaume Tell di Rossini (ruolo del titolo)
all’Opera di Marsiglia nel Rigoletto di Verdi (ruolo del titolo)
al Théâtre du Capitole di Tolosa ne La traviata di Verdi (Giorgio Germont)
al Théâtre des Champs-Élysées , a Parigi nel Guillaume Tell di Rossini (ruolo del titolo)
all’Opera di Stato di Vienna in L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti ( Belcore) e Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart (Don Alfonso)
all’Opera Nazionale Olandese di Amsterdam nel Poliuto (Severo) di Donizetti
alla Monnaie di Bruxelles
all’Opera Reale di Vallonia a Liegi in Luisa Miller di Verdi (Miller)
all’Opera delle Fiandre in Simon Boccanegra (ruolo del titolo)
al Teatro Real di Madrid nel Falstaff (Don Magnifico) di Verdi
alla Bayerische Staatsoper di Monaco ne L’elisir d’amore di Donizetti (Dulcamara)
all’Opera di Monte-Carlo nel Falstaff di Verdi
Premi e distinzioni
Concorso Giuseppe di Stefano, Trapani
Premio Abbiati nel 2016
Premio Ettore Bastianini 2019

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GUGLIELMO TELL, “RESTA IMMOBILE”:

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IL TROVATORE, “IL BALEN DEL SUO SORRISO”:

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FALSTAFF, “QUAND’ERO PAGGIO”:

LUCREZIA AGUJARI

La Bastardella, o La Bastardina, nome d’arte di Lucrezia Agujari, nasce a Ferrara nel periodo 1743/1746 e muore a Parma il 18 maggio 1783.

E’ un soprano italiano.

 

 

Pare che sia figlia naturale di un nobile ferrarese (forse, del Marchese di Bentivoglio) o, forse, che sia una semplice trovatella.
Nei cartelloni, Lucrezia Agujari, compare sempre come “La Bastardella”ed è un soprano stimato per la sua coloratura e perché possiede un’estensione vocale fuori del comune: infatti, nel suo periodo migliore, sembra che l’estensione della sua voce tocchi le tre ottave e mezzo, fino al “Do6”.

Leopoldo Agujari la adotta e studia a Ferrara con Brizio Petrucci, Maestro di cappella del Duomo; dopodiché, studia con l’Abate Lambertini.

 

 

Il debutto e la notorietà:

1764: debutta a Firenze, dov’è elogiatissima grazie al suo virtuosismo.
1765: è a Padova, a Genova, a Lucca e a Verona.
1766: è a Genova, è nuovamente a Lucca, è a Parma, città dove si stabilisce.
Sembra che, in questo periodo parmense, fra Lucrezia e il compositore ceco Josef Mysliveček, esista una relazione.

 

 

Josef Mysliveček:

1 gennaio 1768: la Corte di Parma nomina Lucrezia Agujari “virtuosa di camera” ed è una delle cantanti più famose d’Italia.
Al Teatro “San Carlo” di Napoli canta Venere nella prima assoluta di “Il giudizio” d’Apollo di Nicola Sala e nel maggio 1768, al “Teatrino di Corte” (a Napoli) è Tetide nella prima assoluta di “Nozze di Peleo e Tetide” di Paisiello in occasione delle Nozze del Re Ferdinando di Borbone con l’Arciduchessa Maria Carolina d’Asburgo-Lorena,.
Trionfa a canta l’opera anche al “San Carlo”.
Su misura, per lei, Paisiello compone due arie che, secondo alcuni, il forte virtuosismo dei brani viene pensato appositamente per crearle difficoltà.

L’anno seguente, la cantante presenzia al matrimonio principesco tra Asburgo e Borboni: nel mese di agosto, a Parma, interpreta un duplice ruolo nell’opera “Le feste d’Apollo” (musica curata da Christoph Willibald Gluck e da lui composta, in parte nuova, in parte tratta da opere precedenti).
Lo spettacolo riguarda i festeggiamenti per le Nozze tra il Duca Ferdinando I di Borbone-Parma e l’Arciduchessa Maria Amalia, sorella di Maria Antonietta.

Parma: qui, incontra Giuseppe Colla, il compositore col quale, ritornando da Napoli, inizia a collaborare artisticamente e personalmente, per cui, dopo una convivenza di molti anni, si sposano.
Interpretando opere di Colla, canta al Teatro “San Benedetto” di Venezia (come Berenice nella prima assoluta di “Vologeso”), a Genova, al Teatro “Regio” di Torino (è la protagonista della prima assoluta di “Andromeda” diretta da Gaetano Pugnani con Giuseppe Aprile), a Parma, a Milano e, nuovamente, a Torino.

 

Luglio 1774: canta a Parigi.
12 ottobre 1774: dopo essere stata scritturata dallo Storico della Musica Charles Burney, debutta a Londra, al Teatro “Pantheon”, in Oxford Street.
Fra gli altri, presenzia Benjamin Franklin: Lucrezia invia una lettera a Franklin allegando la musica che canterà quella sera, lettera che è conservata nell’archivio cartaceo di Franklin.
L’ingaggio di Lucrezia consta di due sole canzoni e viene pagato con l’enorme somma di 100 sterline.

1776: torna in Italia e canta ancora per altri quattro anni, prima del suo ritiro.

La visita dei Mozart:

1770: a Parma, Lucrezia canta alla presenza dei Mozart, padre e figlio, durante il loro viaggio in Italia.
Infatti, parlano molto bene di lei nella lettera del 24 marzo 1770 di Wolfgang Amadeus Mozart, spedita alla sorella da Bologna.

Non dimenticano di scrivere che la trascrizione di alcuni dei passaggi cantati dall’artista appartengono all’opera “Filemone e Bauci” di Gluck che ha scritto il ruolo di Bauci proprio per l’Agujari che, nel 1769, interpreta per la prima rappresentazione a Parma, le “Feste di Apollo”.

 

La morte:

1783: muore a 36 anni per “infermità di petto” (così, al tempo, viene chiamata la tubercolosi) e, comunque, qualcuno dice che è stata avvelenata da una rivale.
Viene sepolta nella Chiesa del Carmine (demolita nel 1912).

Un suo ritratto presenzia nella” Sala Dorata” del Museo “Glauco Lombardi”, a Parma.

 

Curiosità:

Lucrezia Agujari viene ricordata da Aldous Huxley per la notevole arte nel suo famoso romanzo “Il mondo nuovo”.

Battuto al computer da Lauretta

 

 

 

Ritratto della cantante Lucrezia Agujari, detta “la Bastardella” (Ferrara 1747- Parma 1783), donato dal conte Stefano Sanvitale:
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Lucrezia_Agujari.jpg

File:Lucrezia Agujari.jpg

 

MARIA AGRESTA

Maria Giovanna Agresta nasce a Vallo della Lucania il 16 luglio 1978.

E’ un soprano italiano.

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Maria Agresta si diploma presso il Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno con il massimo dei voti e lode.
Dopodiché, si perfezionerà sotto la guida di Raina Kabaivanska presso l’ Istituto Musicale Pareggiato “Vecchi-Tonelli” di Modena.

Vince il Sessantesimo Concorso “Comunità Europea” organizzato dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”.
2006: a Spoleto, debutta come Rosina ne “Il barbiere di Siviglia” di Rossini e come “Selene” nella “Didone Abbandonata” di Baldassare Galuppi.

2007: ringraziando gli insegnamenti di Renato Bruson e Raina Kabaivanska, idem, a Spoleto, debutta come Leonora (“Il trovatore”) e come Mimì (“La bohème” di Puccini).

2007: presso il Teatro “Vittorio Emanuele” di Messina, è Micaëla.
E’ Desdemona nei Teatri di Teramo, Fermo, Ortona e Pescara.

2008:
. “Opera Nationale de Lorraine”, canta in “Otello”.
. “Incheon Opera Festival”: canta ne “La Bohème”.
. Si esibisce in una serie di Concerti presso il “Festival dei Due Mondi” di Spoleto, presso la “Carnegie Hall” di New York, presso il “Festival Barokkimusiikkia” di Helsinki, alla “Filarmonica Nazionale” di Doha (Qatar), al Teatro dell’ “Ermitage” di San Pietroburgo.
2009: è Odabella in “Attila” all’Arena “Sferisterio” di Macerata.

2011: presso il Teatro “Regio di Torino”, la sua carriera subisce una svolta in occasione delle “Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia”, dove debutta ne “I vespri siciliani” di Verdi.
L’opera è diretta da Gianandrea Noseda e la regia è di Davide Livermore.
Immediatamente, seguirà “Norma” presso la “Israeli Opera” di Tel Aviv, sotto la Drezione di Daniel Oren.

Gli anni successivi calca i più importanti palcoscenici europei:
. Teatro “Alla Scala” (“Don Giovanni”, “Oberto, Conte di San Bonifacio”, “Il trovatore”, “La bohème”, “Turandot”).
. “Arena” di Verona (“La bohème”, “Carmen”, “Don Giovanni, “Turandot”).
. Teatro dell’ “Opera” di Roma (“Oberto, Conte di San Bonifacio”, “Simon Boccanegra”).
. “Festival Puccini” di Torre del Lago (“La bohème”).
. Teatro “La Fenice” di Venezia (“I masnadieri”, “La bohème”).
. Teatro “San Carlo” di Napoli (“La bohème”, “Requiem” di Verdi).
. Teatro “Massimo Vittorio Emanuele” (“La bohème”).
. “Israeli Opera” (“La bohème”).
. “Royal Opera House” (“La traviata”, “Il trovatore”, “I due Foscari”, “Otello”, “La bohéme”).
. “Bayerische Staatsoper” (“La bohème”, “La traviata”).
. “Semperoper” di Dresda (“La Vestale”, “Simon Boccanegra”), “Opernhaus Zürich” (“Otello”, “Norma”).
. “Palau des Artes” di Valencia (“Otello” e “Il trovatore”).
. “Opéra Bastille” (“I Puritani”, “La bohème”, “La traviata”).
Collabora con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Christian Thielemann, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Nicola Luisotti, Michele Mariotti.

< 2014: vince il Premio importante “Franco Abbiati” della “Critica Musicale Italiana” con la seguente motivazione: « Voce purissima di soprano lirico, dal timbro privilegiato e da colori preziosi, dalla tecnica completa, si è inserita autorevolmente nella grande tradizione italiana, in un repertorio che comprende personaggi diversi per vocalità e temperamento, da Elvira de “I Puritani” a Liù di “Turandot” ».

2013: contribuisce incisivamente ad interpretare la produzione verdiana dagli “Anni di Galera”, con “I Masnadieri” a “La Fenice” e “Oberto, Conte di San Bonifacio”; a “La Scala”, alle opere della maturità; con “Otello” al “Carlo Felice”.

1 gennaio 2015: con il collega, il Tenore Matthew Polenzani, e la Direzione di Daniel Harding, partecipa all’importante “Concerto di Capodanno” tenuto al Teatro “La Fenice” di Venezia.

 

 

Repertorio:

Repertorio operistico:

Norma, Norma, Bellini
Elvira, I puritani, Bellini
Micael, Carme, Bizet
Adriana Lecouvreur, Adriana Lecouvreur, Cilea
Anna Bolena, Anna Bolena, Donizetti
Gemma, Gemma di Vergy, Donizetti
Selene, Didone abbandonata, Galuppi
Marguerite, Faust, Gounod
Nedda, Pagliacci, Leoncavallo
Lola, Cavalleria rusticana, Mascagni
Donna Elvira, Don Giovanni, Mozart
Mimì, La bohème, Puccini
Floria Tosca, Tosca, Puccini
Angelica, Suor Angelica, Puccini
Liù, Turandot, Puccini
Rosina, Il barbiere di Siviglia, Rossini
Julia, La Vestal, Spontini
Leonora, Oberto Conte di San Bonifacio, Verdi
Lucrezia Contarini, I due Foscari, Verdi
Odabella, Attila, Verdi
Amalia, I masnadieri, Verdi
Leonora, Il trovatore, Verdi
Violetta Valery, La traviata, Verdi
Amelia Grimaldi, Simon Boccanegra, Verdi
Elena, I vespri siciliani, Verdi
Elisabetta di Valois, Don Carlo, Verdi
Desdemona, Otello, Verdi

Discografia:

Galuppi, Didone abbandonata – Piva/Grasso/Giansanti/Agresta/Carnevale/Carè, First world recording 2006 Bongiovanni
Verdi, Sacred Verdi. Quattro Pezzi Sacri, Libera me, Ave Maria. Maria Agresta, Orchestra e Coro dell`Accademia nazionale di Santa Cecilia / Antonio Pappano. 2014 Warner Classics

DVD:

I Pagliacci – Thielemann/Kaufmann/Agresta/Platanias, 2016 Unitel Classica
Puccini, Turandot – Chailly/Stemme/Agresta/Antonenko, 2015 Decca
Verdi, I due Foscari – Pappano/Domingo/Agresta/Meli, 2015 Opus Arte
Donizetti, Gemma di Vergy – Rizzi Brignoli/Agresta/Kunde, 2012 Bongiovanni

Battuto al computer da Lauretta

 

https://www.google.com/search?num=10&sca_esv=5ed3572dacaed608&rlz=1C1GCEA_enIT1132IT1132&sxsrf=AE3TifO7cprOjIzCf_Oor47Iy9l1Yf7ROQ:1749046975612&q=Maria+Agresta&si=AMgyJEt4gI5NMInIh8VmHjRSOVu859gNGSZ55IotVhigj4pwJy-wxMoTg-G7a_Dot9uC0aEYgCoRRrE6Cik7X9iv2D7kEaDRiQ%3D%3D&sa=X&ved=2ahUKEwi12rTd-9eNAxUiiv0HHTU4D1UQ-pgMegQIChAB

MARIA AGRESTA:
https://www.google.com/search?num=10&sca_esv=5ed3572dacaed608&rlz=1C1GCEA_enIT1132IT1132&sxsrf=AE3TifO7cprOjIzCf_Oor47Iy9l1Yf7ROQ:1749046975612&q=Maria+Agresta&si=AMgyJEt4gI5NMInIh8VmHjRSOVu859gNGSZ55IotVhigj4pwJy-wxMoTg-G7a_Dot9uC0aEYgCoRRrE6Cik7X9iv2D7kEaDRiQ%3D%3D&sa=X&ved=2ahUKEwi12rTd-9eNAxUiiv0HHTU4D1UQ-pgMegQIChAB

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I VESPRI SICILIANI, “MERCE’, DILETTE AMICHE” (BOLERO):

AUGURI DI BUONA PASQUA

UN AUGURIO PER UNA TRANQUILLA PASQUA A TUTTI A MEZZO DELL’ “INCANTESIMO DEL VENERDI’ SANTO” dall’opera “PARSIFAL” di RICHARD WAGNER:

RICHARD WAGNER, PARSIFAL, “INCANTESIMO DEL VENERDI’ SANTO”:

TURISTICAMENTE, LA REALTA’ NELLA POESIA: nell’Italia di altri tempi, nella Libia di Gheddafi, nella Tunisia di Bourghiba, nel Marocco di Re Hassan II, nella Russia di Eltsin, nella Grecia dopo i Colonnelli, …

 

GRECIA E CORFU’ “POST COLONNELLI”
(Agosto 1981)

Viaggio e soggiorno organizzati dalla Valtur, Tour Operator convenzionato
con il mio datore di lavoro/C.R.A. – Quale “Deus ex machina”, ho prenotato.

Il volo Milano-Atene è abbastanza tranquillo fino a quando ci troviamo
sopra la Grecia: il vento della zona sbatte contro l’aereo e sembra che stiamo

rollando. La temperatura è di 37 grandi. In aereo, conosciamo un signore italiano
che simpatizza e ci invita, per la stessa sera, come rappresentanti dell’ospite nostrano

nella Chiesa dove si sposerà. Atterrati ad Atene, la temperatura risulta riscaldata.
Lasciato l’aeroporto, che ci porterà all’albergo, saliamo sul pullman con aria condizionata.

Hotel “Alexandra Divani Zafolia”: la camera è sull’interno, di fronte ad un ostello.
Dopo cena, i turisti sono portati allo spettacolo di Dora Stratos con balletti e Sirtaki. Bello!

Al termine, non troviamo la nostra accompagnatrice, Sofia: non la vediamo
All’autista del pullman, chiedo, in lingua francese, se ci porta all’albergo dove alloggiamo.

Mattina seguente: ci portano in una piazza centrale, dopodiché, io e mio marito optiamo
per prendere un taxi che ci porti a fare un giro per la città di Atene. Passiamo

davanti all’ex palazzo reale e andiamo in banca per il cambio valuta.
Il cassiere ci serve molto gentilmente, canticchia “Arrivederci, Roma” e ci saluta.

Scendiamo nel ristorante con un lieve ritardo perché, tornati in albergo, ci laviamo:
un appartenente al gruppo si arrabbia: gli rispondo, gentilmente, che noi ci riordiniamo.

Ivo e la moglie sono nostri compagni di tavolo, per cui Ivo ci difende, dicendo
che “NON SIAMO PIU’ ALL’EPOCA DEI COLONNELLI”. Ringraziamo, sorridendo.

Nel pomeriggio, Sofia, accompagna i turisti all’Eretteo e al Partenon:
davanti a tali costruzioni, sta un ampio teatro greco, il “Teseion”.

Sofia accompagna alla Tomba di Socrate, su una collinetta, la cui strada è un’estensione
della via centrale di Atene che divide la città in due parti. Una interessante costruzione

è il Museo Centrale di Atene: non si può fotografare, ma si riesce con qualche scatto:
statue bellissime e vere opere d’arte che mio marito immortala: ecco fatto.

“Alexander Divani Zafolia” non è molto lontano dal Colle del Licabetto.
Beviamo un whisky presso la piscina situata all’ultimo piano: c’è un bel baretto.

La mattina dopo, ci portano a visitare il Pireo, dove pranziamo
vicino al Porto. Pomeriggio: al Capo Sounion. Sulla strada, vediamo

le bancarelle: sono degli ambulanti e vendono carne e alimentari del luogo;
qui, con l’imbarazzo della scelta, la gente dà libero sfogo.

Il ritorno è nel tardo pomeriggio e vediamo le strade molto illuminate.
A cena, esprimiamo l’argomento senza fatica, con le parole adeguate.

Mattino del giorno seguente: c’è “libertà”; senza ansia di correre, lo passiamo.
Io e mio marito approfittiamo per ricordare tanti particolari di viaggio: ne parliamo.

Pomeriggio, per il volo Atene/Corfù, all’ “Athens International”: ci facciamo portare.
A Kerkyra, l’aeroporto è piccolissimo: quando parte, l’aereo deve addirittura aspettare

il “via libera” del semaforo. L’aereo si muove piano e l’ala esterna invade lo spazio
della strada. Bravissimi i piloti che compiono tali manovre, ma io Dio ringrazio.

A Kerkyra, di sera, agitazione in alto delle mani e coretto vocale: buona accoglienza.
Dal giorno dopo, conosciamo il villaggio: verde e fiori. Bellissima residenza.

La nostra stanza: sul lato collina, ha 4 metri per 7, un bagno con doppio lavandino.
Vivacità e ogni ben di Dio, nella colazione del mattino.

Piscina interna all’albergo-blocco centrale, piscina esterna e riproduzioni
delle varie statue, e bassorilievi, fra cui quello della famosa Iglisso’. Creazioni

davvero artistiche, gli originali. Si scende attraverso un sentiero che ci porta
alla spiaggia: ombrelloni di paglia, kayak. bagnini: gente esperta, accorta.

Passatempi: i diurni sono molti, fra cui la votazione-preferenza di una canzone.
Serali: una musica è stata ripresa da Pippo Franco, in una sua rappresentazione.

Non partecipiamo alla gita per la città di Achilleion e dintorni:
dopotutto, stiamo trascorrendo solamente dieci giorni.

 

E’ arrivato il giorno della partenza: i “ragazzi” salgono sul pullman; ci abbracciamo.
Un bel periodo che, con molto piacere e una punta di nostalgia ricordiamo.

Laura

 

 

 

GREECE AND CORFU “POST COLONELS”
(August 1981)

Trip and stay organized by Valtur, a partner Tour Operator
with my employer/C.R.A. – Which “Deus ex machina”, I booked.

The Milan-Athens flight is quite uneventful until we are
over Greece: the wind from the area beats against the plane and it seems that we are

rolling. The temperature is 37 great. On the plane, we meet an Italian gentleman
who sympathizes and invites us, for the same evening, as representatives of the local guest

in the Church where he will marry. Landed in Athens, the temperature is heated.
Leaving the airport, which will take us to the hotel, we board the air-conditioned coach.

Hotel “Alexandra Divani Zafolia”: the room is on the inside, in front of a hostel.
After dinner, tourists are taken to the Dora Stratos show with ballet and Sirtaki. Handsome!

At the end, we don’t find our escort, Sofia: we don’t see her
I ask the bus driver, in French, if he will take us to the hotel where we are staying.

Next morning: they take us to a central square, after which my husband and I opt
to take a taxi to take us on a tour of the city of Athens. We pass

in front of the former royal palace and we go to the bank for the currency exchange.
The cashier serves us very kindly, hums “Arrivederci, Roma” and greets us.

We go down to the restaurant with a slight delay because, back at the hotel, we wash:
a member of the group gets angry: I kindly reply that we will tidy up.

Ivo and his wife are our table mates, so Ivo defends us, saying
that “WE ARE NO LONGER AT THE TIME OF THE COLONELS”. We thank, smiling.

In the afternoon, Sofia takes tourists to the Erechtheion and the Parthenon:
in front of these buildings, there is a large Greek theater, the “Teseion”.

Sofia accompanies the Tomb of Socrates, on a hillock, whose road is an extension
of the central street of Athens which divides the city into two parts. An interesting construction

it’s the Central Museum of Athens: you can’t take a photograph, but you can take a few shots:
beautiful statues and true works of art that my husband captures: that’s it.

“Alexander Divani Zafolia” is not very far from Colle del Lycabetto.
We drink a whiskey by the swimming pool located on the top floor: there is a nice little bar.

The next morning, they take us to visit Piraeus, where we have lunch
near the port. Afternoon: to Cape Sounion. On the way, let’s see

the stalls: they are street vendors and sell local meat and food;
here, spoiled for choice, people give free rein.

The return is in the late afternoon and we see the brightly lit streets.
At dinner, we express the argument effortlessly, with the right words.

Morning of the following day: there is “freedom”; without anxiety to run, we pass it.
My husband and I take the opportunity to remember many travel details: we talk about them.

Afternoon, for the Athens/Corfu flight, to the “Athens International”: we get carried away.
In Kerkyra, the airport is very small: when it leaves, the plane even has to wait

the “green light” of the traffic light. The plane moves slowly and the outer wing invades the space
of the road. The pilots who perform these maneuvers are very good, but I thank God.

In Kerkyra, in the evening, waving of the hands and corrected vocals: good reception.
From the next day, we know the village: greenery and flowers. Beautiful residence.

Our room: on the hill side, it is 4 by 7 meters, a bathroom with double sinks.
Liveliness and every good thing in the morning breakfast.

Indoor swimming pool at the central block hotel, outdoor swimming pool and reproductions
of the various statues, and bas-reliefs, including that of the famous Iglisso’. Creations

really artistic, the originals. We descend through a path that leads us
to the beach: straw umbrellas, kayaks, lifeguards: expert, shrewd people.

Hobbies: there are many daytime pastimes, including the preference vote for a song.
Evenings: a piece of music was taken up by Pippo Franco, in one of his performances.

We do not participate in the trip to the city of Achilleion and its surroundings:
after all, we are only spending ten days.

The day of departure has arrived: “girls and boys” get on the bus; we hug.
A beautiful period that we remember with great pleasure and a nostalgic touch.

Laura

TURISTICAMENTE, LA REALTA’ NELLA POESIA: nell’Italia di altri tempi, nella Libia di Gheddafi, nella Tunisia di Bourghiba, nel Marocco di Re Hassan II, nella Russia di Eltsin, nella Grecia dopo i Colonnelli, …

ARNOLD SCHÖNBERG

Arnold Franz Walther Schönberg nasce a Vienna, il 13 settembre 1874 da famiglia colta ebraica da cui riceve le prime nozioni musicali.
Samuel, il padre, ha un piccolo negozio di scarpe, per cui – nel settore “Lettere” – Arnold viene educato dal modesto insegnante di francese che è conosciuto a Vienna, in particolare, come poeta dilettante.
Ottilie ed Heinrich, i suoi due fratelli, ben presto, provano a cimentarsi con la Musica ed MA PARTE MIO COMMENTO: Heinrich diventerà un famoso basso, interpretando anche alcuni lavori del fratello.

Per mezzo di un compagno di scuola, quando ha otto anni, Schönberg scopre il violino: inizia a studiarlo entusiasticamente e le uniche musiche su cui studia sono piccoli studi per uno o due violini di Pleyel e di Viotti che, in pochi anni, è in grado di suonare, mentre inizia a cimentarsi nella composizione di piccoli pezzetti per duo.
Conosciuto un altro compagno di scuola che suona la viola, si spinge oltre, nella composizione, e scrive dei piccoli trii per due violini e viola.

1889: Schönberg ha 15 anni e, a causa di un tracollo economico familiare, è costretto a lasciare la scuola.
Infatti, essendo morto il padre, per sopravvivere, lavora da commesso in una piccola banca privata viennese ma, cinque anni dopo, lascia l’impiego (consigliato dall’amico pianista Joseph Labor) e si trasferisce per un breve lasso di tempo a Berlino, dove ha modo di sviluppare le proprie possibilità creative presso alcuni locali pubblici del tempo conosciuti (il cabaret dello “Überbrettl” è il suo primo “trampolino di lancio”), sostenuto da intellettuali berlinesi di tendenze rivoluzionarie.
Tale compositore austriaco naturalizzato statunitense che, nel XX secolo è uno tra i primi a scrivere musica al di fuori dalle regole del sistema tonale, con Josef Matthias Hauer, teorizza il Metodo Dodecafonico, metodo basato su una sequenza (detta serie = musica seriale) e comprendente tutti i dodici suoni della scala musicale cromatica temperata.

1903: a Vienna, comincia ad insegnare (e insegnerà per tutta la vita) armonia e contrappunto: fra i suoi allievi, presenziano Anton Webern, Alban Berg e John Cage ed è buon amico del compositore e direttore d’orchestra Alexander von Zemlinsky (considerato l’erede direttoriale di Gustav Mahler).

Si trasferirà in Francia dove, nel 1912, compone il “Pierrot Lunaire”, un ciclo musicale basato su 21 poesie ispirate alla celebre maschera francese e in cui il compositore inserisce un tipo di canto già parzialmente introdotto nei precedenti “Gurrelieder” e “La Mano felice”: si tratta dello “Sprechgesang”, il canto parlato dove l’esecutore non intona le parole, ma le declama con un vago accento musicale.

Schönberg si diletta anche nella Pittura; in questi anni, viene in contatto con Vasilij Kandinskij ed espone anche con il gruppo “Der Blaue Reiter”.

Verso il 1920, compone iniziando ad usare il metodo della Dodecafonia.

Nel 1933, a causa delle persecuzioni antisemitiche naziste, è costretto, a trasferirsi negli Stati Uniti d’America, prima a Boston e poi a Los Angeles: in quest’ultima città, muore a Los Angeles il 13 luglio 1951.

 

Dodecafonia:

Schönberg definisce la Dodecafonia il “metodo di composizione con dodici note poste in relazione soltanto l’una con l’altra” e prevede che tutti i dodici suoni della scala cromatica appaiano lo stesso numero di volte nell’esposizione, affinché nessun suono prevalga sugli altri; le composizioni non sono pertanto basate sul rapporto tonica-dominante e non presentano più la struttura gerarchica tipica del sistema tonale.

 

Secondo Schönberg, i principi fondamentali del metodo dodecafonico sono:

. Uso del “totale cromatico”, per cui la scala diatonica è sostituita da quella cromatica: quindi è previsto l’uso di tutti i dodici suoni disponibili nella divisione dell’ottava secondo il temperamento equabile.

. Onde evitare la prevalenza di un suono sugli altri, bisogna che nessuno di essi si ripeta prima che tutti gli altri siano comparsi.
All’inizio viene quindi stabilita una serie, per fissare l’ordine in cui le note devono succedersi in una determinata composizione.

. Per evitare un’eccessiva uniformità, si può ricorrere ad alcuni artifici, come l’utilizzo della versione retrogradata della serie originale, o l’inversione di questa (con tutti gli intervalli disposti per moto contrario), o ancora l’inversione della versione retrogradata.
Si ottengono così quattro ordini principali della serie; in più, è possibile trasporre la serie originale e le sue tre “versioni” su tutti i restanti 11 gradi della scala cromatica.

. La successione degli accordi costruiti sui gradi IV, V e I di una scala maggiore o minore (formula cadenzale) fornisce all’ascoltatore il senso della tonalità di un brano.
Sostituendo l’accordo di tonica con un altro grado della scala (oppure con un accordo di un’altra tonalità), si ottiene una cadenza evitata.

. Modulazioni e cadenze evitate sempre più frequenti e ardite hanno portato storicamente a un affievolimento del senso tonale. Anche perché, se in un brano di cinque minuti la ripetizione del tema iniziale, nella stessa tonalità, può essere percepita come un “ritorno all’origine”, in uno molto più lungo difficilmente produce il medesimo effetto.
Il massimo sviluppo del sistema tonale (fine del XIX secolo) ha coinciso con l’inizio della sua crisi.

. Si consideri che i termini < atonale > e < dodecafonico > non sono sinonimi: il primo indica qualunque musica priva di riferimenti tonali, mentre il secondo si riferisce al metodo sopra descritto.
Diversi compositori nel corso del Novecento hanno adottato il metodo dodecafonico.

Il sipario tagliafuoco del Teatro dell’Opera “Carlo Felice” di Genova è un omaggio al compositore viennese: intitolato “Viva Schönberg” viene realizzato dallo scultore Nerone Ceccarelli in occasione della ricostruzione dell’edificio ad opera degli architetti Aldo Rossi, Ignazio Gardella e Angelo Sibilla.

Sembra che Giacomo Puccini sia uno dei musicisti che si sono ispirati al Metodo Dodecafonico per la composizione della sua ultima e postuma opera: “Turandot”.

Battuto al computer da Lauretta

 

 

Arnold Schönberg a Los Angeles nel 1948:

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Arnold_Schoenberg_la_1948.jpg

 

File:Arnold Schoenberg la 1948.jpg

 

APPELLO: CLAUDIO DEL MONACO, IL SECONDO FIGLIO DI MARIO DEL MONACO STAVA PER MORIRE –> NOTICE: CLAUDIO DEL MONACO, THE SECOND SON OF MARIO DEL MONACO WAS ABOUT TO DIE

S E G N A L O  che la settimana passata, Claudio Del Monaco (il secondo figlio del tenore Mario Del Monaco) è stato ricoverato d’urgenza all’Ospedale di Treviso, dove i Medici disperavano di poterlo salvare.

Il giorno dopo, grazie ai bravissimi Medici, Claudio ha cominciato a riprendersi e, dopo alcuni giorni, è stato trasferito all’Ospedale di Conegliano Veneto, nel Reparto “RIANIMAZIONE”.

Vorrei comunicare che lui e la moglie, da qualche anno, hanno problemi economici (a causa di circolazione del Covid e conseguente mancanza di lavoro): E’ URGENTE aiutarli dal momento che SI TROVANO IN GRAVISSIME DIFFICOLTA’.

Sono una persona anziana, ma li ho aiutati più che ho potuto e NON MI SENTO DI ESSERE COMPLICE DELLA LORO SITUAZIONE DISASTROSA in quanto SONO DUE ESSERI UMANI,
per cui       C H I E D O    A I   L E T T O R I   
DI CONTATTARE LA MOGLIE DANIELA  all’indirizzo e-mail     [email protected]  .
La Signora Daniela spiegherà come fare.

UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI.

Laura Rocatello

JOHANN SEBASTIAN BACH

Johann Sebstian Bach nasce ad Eisenach il 31 marzo 1685 e muore a Lipsia il 28 luglio 1750.

E’ un compositore e musicista tedesco del periodo Barocco (dal nome spagnolo “Barueco”) e, nella storia musicale, è ritenuto uno dei più grandi geni: infatti, è stato detto “le sue opere sono notevoli per profondità intellettuale, padronanza dei mezzi tecnici ed espressivi e per bellezza artistica”.
La sua fama è legata al vasto e magnifico sapere fare uso del contrappunto e alla strutturazione armonica e tematica delle sue opere, oltre all’inserimento di temi e motivi sacri (specialmente dalla musica sacra del culto luterano) e profani.
Ha la capacità di padroneggiare i diversi stili nazionali (principalmente lo stile tedesco, quello italiano e quello francese, che approfondisce).
E’ ritenuto uno dei massimi Maestri di forme musicali come il canone, la cantata e la fuga ed è noto come organista, polistrumentista (suona strumenti a tastiera e ad arco), musicista, insegnante di musica.
Dal 1723 fino alla morte, è il 17° Thomaskantor di Lipsia.

Compositore fortemente produttivo di musica sacra, didattica, assoluta, profana e secolare, raccoglie le sue opere nell’Indice “Bach-Werke-Verzeichnis o BWV”: tale Indice supera il migliaio di titoli sia di musica strumentale, sia di musica vocale e, fra le sue composizioni, troviamo la Passione secondo Matteo, la Passione secondo Giovanni, i Concerti Brandemburghei, il celeberrimo BWV 1068, …
E’ considerato da Mozart, Beethoven e Mendelssohn (che riproporrà l’elevata particolarità compositiva di Bach) e non è da dimenticare che una sua composizione molto bella è la famosa “Ave Maria”, ripresa poi dal francese Charles Gounod.

Johann Sebastian Bach: Musicista di Corte, discende da una famiglia di musicisti da ben sette generazioni.
Fra il primo e il secondo matrimonio, nascono 20 figli, di cui parecchi muoiono appena nati e una bambina, invece, decede a 5 anni.

A lui sono dedicati l’asteroide “1814 Bach”, il cratere “Bach” e la maglia “Bach” sulla superficie di Mercurio.

Battuto al computer da Lauretta

AVVISO: SBLOCCO DEI COMMENTI E RIPRISTINO presso https://laurarocatello.altervista.org

1 July 2022

Dear all!
I am pleased to be able to contact you again!

I think the comment service has just been restored after unlocking.
IF you wish to comment, you can resume doing it.
I’m sorry because three and a half years have gone by without you being able to comment.

Thanks and a big hello.

Laura

Traduzione In lingua italiana:

1 luglio 2022

Gentilissimi tutti!
Sono lieta di potere ricontattarvi!

Io penso che il servizio commenti sia appena stato ripristinato dopo lo sblocco.
SE desiderate commentare, potete riprendere a farlo.
Mi dispiace perché sono trascorsi tre anni e mezzo senza che voi poteste commentare.

Un ringraziamento e un grande saluto.

Laura

AUTOESENZIONE

AVVISO  CHE, CON MIA e-mail dello scorso 26 maggio, HO A V V E R T I T O CLAUDIO DEL MONACO che

MI AUTOESENTO DAI COMPITI DA LUI AFFIDATIMI IL 16 SETTEMBRE 2019 (e che figurano nei miei blogs),

GRAZIE, CLAUDIO – UGUALMENTE – PER LA FIDUCIA ACCORDATAMI TRE ANNI FA.

Laura Rocatello

.
.

< 16 settembre 2019

< Cara Laura Rocatello,

< Quale persona che possiede un’etica professionale ed onesta, ti autorizzo a pubblicare prodotti internet ed articoli sul tenore Mario del Monaco, sul soprano Daniela d’Arminio e su me Claudio del Monaco.

< Ti ringrazio.

< In fede
Claudio del Monaco

AUGURI DI BUONA PASQUA!

Apri foto

MARILENA GUADAGNO: MOSTRA PERSONALE 7-21 aprile 2022

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Mimmo Lucano: “Magistrato e politico di razza dietro la mia condanna”

Mimmo Lucano: “Magistrato e politico di razza dietro la mia condanna”

Mimmo Lucano non si arrende: “Per ora hanno vinto loro, ma siamo solo al primo grado. Ci sarà l’appello”

13 anni e 2 mesi di carcere, una condanna pesantissima per l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano che, in un’intervista al Corriere della Sera, ha commentato in modo dettagliato l’evoluzione del processo ‘Xenia’, puntando il dito contro “un magistrato molto importante” e “un politico di razza” che “hanno dall’inizio cercato di offuscare la mia immagine, il mio impegno verso gli immigrati, i più deboli”.

Lucano non fa i nomi perché sostiene che “adesso è ancora presto”. “Più avanti – aggiunge -. Voglio prima leggere le motivazioni della sentenza. Mi aspettavo un’assoluzione piena. Io non mi sono mai lasciato intimidire da nessuno. Per ora hanno vinto loro, ma siamo solo al primo grado. Ci sarà l’appello“.

Secondo Lucano, le trame oscure di cui parla e di cui si sente vittima avrebbero iniziato ad essere tessute quando ha acquisito popolarità. “Li ha infastiditi – afferma -. Hanno voluto (e vogliono) che si parlasse solo di loro, delle loro attività, dei loro libri, delle loro inchieste. Io non ho avuto la notorietà perché me la sono cercata. Il mio impegno, il mio modo di aiutare il prossimo, sono stati gli argomenti che mi hanno reso popolare”.

E ancora: “A loro dava fastidio che i media, la politica, s’interessassero di quello che io facevo. Invidia pura. Diventata probabilmente anche rabbia quando la rivista Fortune mi ha assegnato quel riconoscimento e, soprattutto, quando la Rai ha voluto realizzare la fiction su Riace con Beppe Fiorello protagonista. Lì è scattato qualcosa che è alla base delle mie sventure giudiziarie”.

Parole forti a cui Lucano dà ulteriori sfumature: “Dico solo che il giudice delle indagini preliminari aveva bollato questa inchiesta come un “acritico recepimento delle prove”, non “integranti alcuno degli illeciti penali contestati in alcuni capi d’imputazione”. La Cassazione ha rinviato gli atti al Tribunale della Libertà, annullando il mio esilio. Eppure, oggi subisco questa sentenza senza precedenti”.

SONDAGGIO: Mimmo Lucano condannato a 13 anni, cosa ne pensi?

AIUTIAMO ORISTANO!

Come aiutare Oristano: le raccolte fondi attive e come donare
Dopo i devastanti roghi che hanno raso al suolo migliaia di ettari di territorio nell’oristanese è subito partita la corsa alla solidarietà e si sono moltiplicate le raccolte di fondi e di beni di prima necessità per aiutare la popolazione colpita a rialzarsi. Vediamo come donare e come partecipare ad alcune raccolte.

Una delle prime raccolte di fondi a sostegno delle popolazioni colpite dall’incendio è quella messa in piedi dai geometri di Oristano che hanno voluto partecipare “a nome di tutta la categoria dei geometri”, come ha voluto precisare il presidente del Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Oristano, Fulvio Deriu. Attraverso i fondi raccolti si potranno “aiutare direttamente le persone bisognose, mediante l’acquisto di beni di prima necessità, tubature idriche, materiali da costruzione, foraggio per gli animali, piante e qualsivoglia altro bene necessario, compatibilmente con le risorse donate da ognuno di voi e, comunque, fino a esaurimento fondi”. Per partecipare alla raccolta fondi sarà sufficiente un bonifico:

Conto corrente bancario: Intesa San Paolo
Intestato: al Collegio dei Geometri della Provincia di Oristano.
IBAN: IT10L0306909606100000140245
Causale di versamento: Contributo Emergenza Incendi Provincia di Oristano

AUGURI PER UN SERENO ANNO NUOVO!

Auguri di Buone Feste Natalizie | Rapallo Today

A causa di problemi informatici, solamente ora posso lasciare I MIEI PIU’ GRANDI AUGURI AFFINCHE’ IL 2021 PORTI EQUILIBRIO E SERENITA’ IN TUTTO IL MONDO.

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VIDEO RELATIVO AL CONCERTONE TENUTO L’11 gennaio 2020 a SANTA LUCIA DI PIAVE 

VIDEO RELATIVO AL CONCERTONE TENUTO L’11 gennaio 2020 a SANTA LUCIA DI PIAVE 
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